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L’intervista al ‘Cobra’ Giordani: “Una annata indimenticabile”

L’intervista al ‘Cobra’ Giordani: “Una annata indimenticabile”

Il 18 gennaio 1994 nasceva nel comune di Anzio uno dei giocatori che stanno scrivendo, assieme a tutto l’ambiente gialloblu, la storia del San Donato Tavarnelle. In uno dei comuni, medaglia d’oro al merito civile, cresceva così un ragazzo, con la passione per il pallone che rotola in mezzo al campo, una valigia in mano e tanti sogni pronti a decollare, anche a centinaia di chilometri di distanza dagli amici e la sua famiglia.

Sembra la storia di chi abbandona il Sud per salire al Nord in cerca di fortuna. Una sorte che ruota attorno a un rettangolo verde, capace di regalare storie che animano lo sport.

Eccolo qua, Giulio Giordani, per tutti ‘Il cobra’, soprannome che deriva da un suo cugino, uno dei protagonisti di una stagione che per il San Donato Tavarnelle vede due giornate alla fine del campionato e una finale di Coppa Italia Dilettanti, arrivata anche grazie alle sue 2 reti nei 180 minuti pesantissimi contro il Potenza. Al ‘Viviani’ un bolide sotto l’incrocio dei pali, rabbioso, a togliere le ragnatele sotto l’incrocio dei pali. Lui quei 90 minuti non doveva giocarli, perchè fra i titolari era stato scelto bomber Nicola Pozzi, fermato nel riscaldamento da un piccolo problemino muscolare. Il San Donato Tavarnelle uscì da un ‘Viviani’ stracolmo in mezzo agli applausi, con la consapevolezza di aver affrontato la prima del girone H e allo stesso tempo la possibilità di giocarsi il ritorno al ‘Pianigiani’. Il ‘Cobra’ anche nel viaggio d’andata verso la Basilicata è sempre stato tranquillo, come ci svela anche lo stesso presidente Andrea Bacci, perchè Giulio oltre a gonfiare la rete, sa distinguersi fuori dal campo. 

Facciamo però un passo indietro al suo passato, fino all’approdo al San Donato Tavarnelle. Cresce nel Latina, fino al grande salto a Siena dove calcisticamente vive le giovanili e la Primavera. Poi il passaggio a Pistoia, con 2 anni di reti vince il campionato di serie D. E’ il turno della Lega Pro dove gioca un anno al Savoia, prima della Triestina e poi il ritorno in Toscana, con la maglia del Ghivizzano Borgo a Mozzano.

Fino ad arrivare alla corte del presidente Andrea Bacci. Ecco le parole di Giordani

Fu il direttore sportivo inizialmente a cercarmi, mi venne proposto il San Donato Tavarnelle. Il progetto che mi venne esposto era ambizioso e dopo aver parlato con capitan Caciagli e poi mister Marmorini, accettai di vestire la casacca gialloblu

Una scelta quella di restare in Toscana che tiene conto anche del fatto che la sua fidanzata è valdelsana, in quanto residente a Poggibonsi. Una storia fra il calcio e l’amore che dimostra come il pallone possa smuovere sentimenti e anche qualcosa in più.

Quel qualcosa in più che ci riporta al 25 aprile quando all’altezza del vertice destro dell’area di rigore un diagonale perfetto di Giordani sblocca il match contro il Potenza, allentando così la pressione dello spauracchio di una big come il Potenza. L’esultanza è carica di emozione, orgoglio e consapevolezza di una crescita personale e di squadra senza eguali. Questo San Donato Tavarnelle può farcela e ancora una volta ad aprire le danze è il ‘Cobra’

E’ stata una annata meravigliosa, dove ricorderò sempre tutto, perchè ci siamo tolti grandi soddisfazioni e adesso viene il bello. La finale, i gol pesanti realizzati, questa è una stagione da incorniciare

Sul suo profilo Instagram una dedica particolare, è stato lo stesso 77 ad invocarla a gran voce

“Alla fine poi si spengono sempre le luci ed è un giorno come gli altri, ma tu ci sei lo stesso! Tu che mi sostieni forte tutti i giorni a casa e combatti con me le nostre battaglie. Tu che viaggi con amore e sacrifico 300km ogni volta. Tu e i tuoi traguardi raggiunti con orgoglio. Tu, non puoi più esserci, ma ci sei. Tu che ‘Forza Cobra Carica’ non manca mai. Tu e tu, senza come potrei. Tu che fai il tifo per me da lontano o da vicino. Tu che metti la mia stessa maglia e lotti affianco a me”

Come è andata lo sappiamo tutti. La rete di Vecchiarelli, le lacrime dei dirigenti del San Donato Tavarnelle, una festa senza fine che può ancora regalare ulteriori soddisfazioni. Una comunità straordinaria pronta a gioire per i suoi beniamini. Lui intanto si gode il suo momento con gli amici, la squadra, la passione per le carte e i tatuaggi, sognando il prossimo gol, per chi lo sostiene anche da distanza siderale. Daje daje COBRA