San Donato - Tavarnelle

San Donato Tavarnelle: per i 40 anni di Giacomo Bertelli l’intervista speciale del presidente Bacci

Prima squadra 18 Set 2026

Per una volta, dietro le domande non c’è Giacomo Bertelli, addetto stampa e curatore dei canali social del San Donato Tavarnelle. In occasione del suo quarantesimo compleanno, il presidente Andrea Bacci ha voluto fargli una sorpresa speciale: invertire i ruoli e intervistarlo in prima persona per ripercorrere oltre un decennio di storia condivisa tra vittorie, cadute, ricordi personali e prospettive future.

Buon compleanno, Giacomo. E grazie per aver raccontato — con passione, presenza e cuore — così tante pagine della storia gialloblù.

L’INTERVISTA: ANDREA BACCI INCONTRA GIACOMO BERTELLI

Andrea Bacci: “Allora Giacomo, oggi è un giorno importante perché traguardi i 40 anni. La società ha deciso di farti questa intervista perché, in fin dei conti, non te l’abbiamo mai fatta ed era giusto cogliere questa occasione.”

Giacomo Bertelli: “È un giorno speciale. Ringrazio la società, il presidente Andrea Bacci e tutto questo ambiente che tanti anni fa mi ha accolto e mi ha permesso di sentirmi letteralmente a casa. È tuttora un viaggio in continuo divenire: ci sono state soddisfazioni, cadute e pianti, ma anche tantissime emozioni, come la vittoria del campionato di Serie D e l’avventura in Lega Pro.”

A. Bacci: “Abbiamo iniziato questo percorso insieme circa 12 o 13 anni fa: io come presidente e te come responsabile della comunicazione. Ti volevo chiedere: come fu il primo giorno in cui ci siamo incontrati?”

G. Bertelli: “Mi ricordo benissimo. Presentai semplicemente tre proposte operative e tu scegliesti subito quella più ricca di contenuti. Siamo partiti pian piano, ma ho avvertito immediatamente un grande entusiasmo. Dopo circa tre o quattro mesi mi dicesti: ‘Ti voglio letteralmente con me in squadra’. Lì ho trovato una fiducia enorme da parte della società, un legame che negli anni è andato sempre in crescendo.”

A. Bacci: “Ti faccio due domande: una sul nostro lavoro nel calcio con il San Donato Tavarnelle e una personale. Qual è il ricordo più bello che hai di questi 13 anni?”

G. Bertelli: “È una domanda che meriterebbe più tempo, ma penso subito alla vittoria sul campo della Torres in Lega Pro, alla seconda giornata di campionato. Vincemmo 2-1 in trasferta, facemmo la trasferta in aereo con la squadra… Lì ho assaporato il calcio vero, quello che mi piace, e mi sono emozionato tantissimo.”

A. Bacci: “Condivido, anche perché in quella trasferta venni in aereo da solo ed ero praticamente l’unico tifoso al seguito!”

G. Bertelli: “Me lo ricordo! E tra i ricordi aggiungo anche la vittoria a Rimini prima di Natale, sempre in Lega Pro: una gara ostica vinta 2-1 con gol di Marzierli e Russo. Tra l’altro voglio salutare Federico Russo, tornato in campo e al gol su rigore nell’ultimo turno dopo una battaglia personale molto difficile.”

A. Bacci: “Passiamo all’argomento personale: in 40 anni di vita, qual è la cosa che ti ha dato più emozione, anche al di fuori del calcio?”

G. Bertelli: “In un mondo in cui sui social pensiamo spesso di essere connessi ma rischiamo di essere soli, in occasione del mio compleanno ho ricevuto messaggi splendidi da persone che conosco da tantissimo tempo. Riceverli ti fa capire chi sei e cosa trasmetti agli altri.

Poi c’è un’altra cosa recente che mi sta a cuore: la presentazione della squadra in piazza nei giorni scorsi a Tavarnelle Val di Pesa. Avrei voluto fortemente che i miei nonni, Otello Aretini e Leda Pettini, potessero vedermi lì, a cento metri da casa, a presentare questa realtà. Credo si sarebbero emozionati tantissimo, ma sono convinto che da qualche parte mi stessero guardando.”

A. Bacci: “Qual è invece un ricordo negativo o un momento difficile che vorresti cancellare di questa esperienza?”

G. Bertelli: “Il calcio è un’altalena: a volte va veloce, a volte più piano. Tutti vorremmo lottare ogni anno per traguardi di vertice, ma bisogna comprendere che il calcio richiede anche equilibri complessi e investimenti importanti. C’è stata qualche annata in cui si respirava un certo nervosismo; ho cercato di mantenere la barra dritta, ma da essere umano non è stato sempre facile.”

A. Bacci: “A proposito di spogliatoio e ambiente societario: come stai vivendo questa stagione e come pensi possa evolversi?”

G. Bertelli: “Innanzitutto, lo dico con una battuta, ho già ricevuto ‘pressioni’ da dirigenti molto vicini alla prima squadra per le prossime trasferte! A parte le battute, vedo grande entusiasmo perché i risultati ci sono. Ma soprattutto, stando vicino alla squadra, si nota la ricostruzione di un legame forte.

Se posso mandare un messaggio ai giocatori: devono capire che in conferenza stampa si ci mette la faccia sempre, sia quando si vince sia quando si perde. È un percorso di maturazione fondamentale.”

A. Bacci: “C’è un episodio curioso o divertente tra noi due che non è mai uscito all’esterno?”

G. Bertelli: “Ce n’è uno in particolare. Era estate, l’anno della Lega Pro, ed eravamo in azienda. Sembrava di essere nel film ‘Totò, Peppino e la… malafemmina’: io scrivevo sotto dettatura del presidente Bacci una lettera aperta agli esercenti di Tavarnelle per chiederne la vicinanza in un campionato così importante. Faceva un caldo infernale. Quella lettera, esattamente come la mettemmo giù quel giorno, non ha mai visto la luce… chissà cosa sarebbe successo se l’avessimo pubblicata!”

A. Bacci: “Giacomo, a nome di tutta la società ti ringrazio per questi anni trascorsi insieme. Quando sei arrivato avevi 27-28 anni, oggi ne fai 40. Grazie davvero e andiamo avanti.”

G. Bertelli: “Grazie a tutti voi. L’obiettivo per il futuro deve essere quello di avvicinarci ancora di più al territorio e alla nostra comunità. Anzi, lo dico in diretta: il prossimo anno dobbiamo lanciare una campagna abbonamenti importante, senza ‘se’ e senza ‘ma’.”

A. Bacci: “Grazie e ancora auguri, Giacomo!”

G. Bertelli: “Un saluto a tutti e, come sempre, forza San Donato Tavarnelle!”

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Scritto da

Giacomo Bertelli

Giornalista e addetto stampa del San Donato Tavarnelle

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