Far crescere i ragazzi, accompagnarli nel loro percorso sportivo e aiutarli a costruire le basi per il futuro. È questa la direzione indicata da Simone Verniani, responsabile del settore giovanile del San Donato Tavarnelle, che fa il punto sull’avvio della stagione e racconta il lavoro delle squadre, dalla Juniores nazionale all’Under 14. Uno sguardo che abbraccia anche la formazione fuori dal campo, con iniziative dedicate ai giovani calciatori e alle loro famiglie.
Simone, da quale obiettivo riparte il settore giovanile del San Donato Tavarnelle?
«L’obiettivo principale rimane la crescita dei ragazzi. È quello su cui ho sempre insistito e la nostra filosofia non cambia: lavorare con la massima professionalità su tutte le squadre, cercando di far migliorare ogni ragazzo il più possibile. E, perché no, vedere un giorno qualcuno affacciarsi alla prima squadra: sarebbe una bella soddisfazione per tutto il settore giovanile».
Qual è il primo bilancio di questo avvio di stagione?
«La stagione è iniziata discretamente bene. Per le squadre del settore giovanile siamo alle prime due giornate, mentre la Juniores nazionale ha già disputato quattro partite. È ancora presto per fare valutazioni definitive, ma ci sono elementi positivi sui quali continuare a lavorare».
Partiamo dalla Juniores nazionale: che squadra avete costruito?
«È una squadra molto giovane, composta da tanti ragazzi del 2009 che si affacciano per la prima volta alla categoria e a un campionato nazionale. Abbiamo mantenuto anche alcuni 2008 che erano già con noi lo scorso anno, per dare una mano e accompagnare la crescita dei nuovi.
Nelle prime quattro partite sono arrivate due sconfitte, di cui una di misura, un pareggio e una vittoria nell’ultimo turno. La speranza è che, attraverso il lavoro dell’allenatore e di tutto lo staff, il gruppo continui a crescere con il passare delle settimane».
Per gli Allievi Under 17, classe 2010, quali sono le aspettative?
«L’obiettivo che ci eravamo prefissati era provare a essere competitivi in campionato. La rosa è un po’ più corta rispetto alle altre, ma ha una qualità molto alta. Siamo in un girone difficile, però cercheremo di essere protagonisti e ci proveremo finché ne avremo la possibilità».
Come si presenta invece l’Under 16, formata dai ragazzi del 2011?
«Abbiamo rinforzato il gruppo con diversi nuovi arrivi. Lo scorso anno questa squadra ha fatto un percorso importante: partivamo da una situazione veramente difficile, ma siamo riusciti a rimetterla in carreggiata.
Quest’anno c’è un nuovo allenatore e lo staff sta facendo un ottimo lavoro. Sono convinto che la squadra continuerà a crescere. Vorremmo arrivare alla prossima stagione con un gruppo pronto per una categoria superiore oppure nelle condizioni di provare a conquistarla sul campo».
Quale percorso avete immaginato per i Giovanissimi Under 15 del 2012?
«Anche in questa categoria abbiamo cambiato la guida tecnica, cercando un mix di gioventù ed esperienza. Volevo provare a proporre qualcosa di diverso a un gruppo che già lo scorso anno aveva affrontato un percorso partendo da una situazione difficile.
Sono arrivati quattro o cinque innesti che hanno alzato il livello della squadra. Non ho fissato obiettivi particolari di classifica: la priorità è far crescere la rosa un passo alla volta. Nelle prime due giornate sono arrivati una vittoria e un pareggio, segnali che questi ragazzi possono stare bene nel campionato e togliersi delle soddisfazioni».
L’Under 14 arriva dalla scuola calcio. Quali sono le prime impressioni?
«È un gruppo interessante, preparato tecnicamente, che ci dà buone speranze per il futuro. Abbiamo affidato la squadra a un allenatore che lo scorso anno aveva lavorato molto bene con i 2011 e che considero una sicurezza per questa categoria.
Le prime due partite hanno portato due vittorie, ma arriveranno anche momenti difficili: sarà lì che vedremo di che pasta sono fatti i ragazzi. I gruppi si valutano soprattutto quando le cose non vanno bene. L’obiettivo generale resta far crescere tutte le squadre e compiere un passo avanti rispetto alla scorsa stagione».
La formazione dei ragazzi passa anche da ciò che accade fuori dal campo. Quali iniziative state preparando?
«Sto preparando due serate con un nutrizionista, coinvolgendo i ragazzi del settore giovanile e le loro famiglie. Vorremmo dare indicazioni sulla corretta alimentazione per chi pratica sport, anche in relazione agli allenamenti e alle partite.
Credo che siano conoscenze utili nella vita quotidiana e nel percorso calcistico, soprattutto per chi proseguirà verso la Juniores nazionale o la prima squadra. L’idea è offrire qualcosa in più rispetto all’attività sul campo, creando un’occasione di confronto con uno specialista».
C’è un altro ambito sul quale ti piacerebbe lavorare?
«Mi piacerebbe proporre un’iniziativa simile anche con una persona che si occupa di psicopedagogia. Sto cercando la figura più indicata, perché ritengo che anche questo sia un aspetto importante della crescita. Sarebbe un’opportunità per i ragazzi e per i genitori, utile anche a capire come rapportarsi ai giovani e accompagnarli nel loro percorso».